Le campagne di scavo della Terramara Santa Rosa di Poviglio hanno avuto inizio nel 1984, con il coinvolgimento di esperti in campo geoarcheologico, archeometrico, archeozoologico, antropologico, archeobotanico e geocronologico. Il sito è costituito da due aree abitate chiamate ‘Villaggio Piccolo’ (VP) e ‘Villaggio Grande’ (VG) datate rispettivamente al bronzo medio e bronzo recente. I due insediamenti sono contornati e separati da un fossato largo ca. 23 m e profondo 4 m, in cui le indagini geofisiche hanno individuato un “passaggio” che connetteva i due villaggi. Gli scavi hanno riportato alla luce delle file di larghe buche di palo, resti di strutture lingnee a rinforzo del passaggio. Nell’ultima fase della terramara, i pali sono stati appoggiati a terrapieni che connettevano l’estremità del Villaggio Piccolo alla base del fossato. In questi depositi è stata rinvenuta una quantità eccezionale di piccoli oggetti di bronzo che indicano la probabile vicinanza di un’area di lavorazione dei metalli. Il fossato e il suo riempimento hanno avuto un ruolo fondamentale nel sistema idraulico locale di raccolta e ridistribuzione delle acque. Il riempimento del fossato è stato analizzato al fine di ottenere inferenze paleoambientali dai sedimenti e dal polline in esso depositato.
La fine della vita del villaggio, connessa con il crollo della civiltà delle Terramare, si colloca proprio all’inizio di un periodo di inaridimento climatico globale registrato alla fine dell’età del bronzo. Il nostro studio interdisciplinare permette di indagare i contributi climatici e antropici ai cambiamenti ambientali a livello regionale e le loro relazioni con il differente uso del suolo adottato dalle popolazioni delle Terramare.